Fabrizio Sotgiu

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Intervista

D: Com’è nato l’incontro con Marco e Onda Magazine per questo manga, e qual è stata la scintilla iniziale che ti ha fatto dire: "Ok, questa è la storia giusta con cui debuttare"?

R: È nato tutto ad una cena poco più di un anno fa. Marco mi ha mostrato quello che (all’epoca) era l’inizio di Onda Magazine e scherzosamente mi ha convinto a scrivere qualcosa.

Avevo già una delle due pagine pronte in passato, quindi mi sono detto "Perché no?"

Pensavo sarebbe stata una cosa da una volta sola, infatti non avevo nemmeno pensato ad un secondo capitolo. Ma dopo aver visto i miei disegni pubblicati ho accettato di continuare. Poi la storia è venuta da se.

D: Lo stile manga ha regole visive e narrative ben precise. Come sei riuscito a unire i canoni del fumetto giapponese al tuo gusto personale e alla tua sensibilità per questa storia?

R: Penso che chiunque crei qualcosa di artistico lo fa spinto da ciò che gli piace.

C’è chi si esprime artisticamente scrivendo, chi facendo musica, chi dipingendo...io sono cresciuto con i manga.

I posti che conosco meglio sono questi, in cui ho sempre vissuto, quindi è stato piuttosto semplice unire i due mondi.

D: C’è un personaggio di questo fumetto a cui ti senti particolarmente legato o in cui hai messo una parte di te? Quale è stato il più difficile da caratterizzare, sia visivamente che caratterialmente?

R: È una risposta troppo semplice se dico ’la protagonista’? Ahah

In generale una storia è spinta avanti principalmente da protagonista ed antagonista.

Questa storia non aveva antagonista, quindi la Ragazza Senza Nome si è dovuta caricare tutto il racconto sulle spalle.

Mi piace come è uscita, anche se avevo paura di non riuscire a mostrare decentemente la sua risolutezza sul finale.

D: Dall’idea iniziale alla tavola stampata il percorso è lungo: qual è stata la fase più difficile della lavorazione (es. lo storyboarding, la gestione dei tempi, la china) e cosa hai imparato da questo primo volume?

R: La fase più difficile è sicuramente l’accettare che nulla esce perfetto. Un sentimento che spesso blocca dall’andare avanti a disegnare.

Ma percepisco che la domanda volesse una risposta più terra-terra, quindi dirò che le rifiniture sono la parte peggiore. Fino a che non si è negli atti finali il cervello pensa sempre "con le rifiniture finali uscirà perfetto", e quindi si accettano gli errori più facilmente. La parte finale deve essere senza errori.

Aggiungo che la parte più divertente invece è sempre la progettazione.

D: Ora che il fumetto è finalmente nelle mani dei lettori, che tipo di emozione speri che provino sfogliandolo? E cosa possiamo aspettarci dal tuo futuro artistico?

R: La storia vuole lasciare riflettere che c’è del bello nelle piccole cose che diamo per scontate ogni giorno. Non bisogna sempre guardare le cose da distante. A volte fa bene avvicinarsi e guardare i dettagli.

Per il resto, ora che questo progetto è finito posso con piacere tornare a scrivere le storie che ho in testa da 15 anni, quindi penso che è quello che farò...

 

Ciao Fabrizio,
A nome mio ci tenevo a ringraziarti di cuore per aver accettato la mia proposta e per aver scelto di realizzare il tuo primo fumetto Manga insieme a noi.
Siamo davvero entusiasti di averti a bordo. Non vediamo l’ora di scoprire nuovi progetti e di dare vita a una nuova collaborazione.
Grazie ancora per la fiducia. Buon lavoro e a presto!
Un caro saluto, da Marco Podenzana e
il team di OndaMAGAZINE